CITTADINANZATTIVA SARDEGNA
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Si è svolta il 24 marzo, presso la Commissione Affari sociali della Camera, l’audizione di Cittadinanzattiva sul disegno di legge A.C. 2789 dedicato ai caregiver familiari. Abbaimo espresso forti perplessità sul testo attualmente in discussione, chiedendo modifiche sostanziali insieme all’associazione CARER.

“Le istanze emerse durante il Tavolo Tecnico Interministeriale sono state in gran parte ignorate: il risultato è un provvedimento che tradisce le aspettative, burocratizza la fatica dei caregiver e li isola nel loro ruolo”, ha dichiarato Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva, intervenuta in audizione.

Le criticità

Nel corso dell’intervento sono stati evidenziati alcuni nodi critici già sollevati nei mesi scorsi, che secondo noi delineano una vera e propria “gerarchia della cura”:

  • Vincolo della convivenza e della distanza: limitare le tutele ai conviventi o imporre un limite di 25 km penalizza molti familiari che assistono a distanza.
  • Vincolo della parentela: esclusi amici o vicini di casa, nonostante il ruolo fondamentale delle reti di prossimità.
  • Esclusione dei minori: la clausola della maggiore età rende invisibili i giovani caregiver.
  • “Trappola della povertà”: il sostegno economico (circa 400 euro) è vincolato a requisiti stringenti, tra cui almeno 91 ore settimanali di assistenza e limiti molto bassi di reddito e ISEE.

La richiesta di modifiche

Secondo Cittadinanzattiva, il disegno di legge rischia di risultare meno avanzato rispetto a molte normative regionali già esistenti e in contrasto con la Riforma della Non Autosufficienza. Per questo, in linea con le proposte già avanzate da CARER, sono stati presentati alcuni emendamenti correttivi:

  • Ridefinizione del caregiver: includere i minori e riconoscere anche legami affettivi e amicali.
  • Fondo nazionale per le Regioni: per garantire servizi di informazione, sollievo, supporto psicologico e formazione.
  • Valutazione multidimensionale: superare criteri rigidi basati su ore e convivenza.
  • Scuola: promuovere percorsi educativi per valorizzare la cultura della cura e prevenire stigma.
  • Lavoro: garantire maggiore flessibilità per i lavoratori caregiver.
  • Benessere: estendere le misure di sollievo e facilitare l’accesso a visite ed esami.

“Chiediamo al Parlamento di modificare profondamente il provvedimento…per evitare passi indietro e costruire finalmente un sistema di tutele equo e inclusivo per tutti i caregiver”.

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